L’Unione europea ormai malata terminale va verso il suicidio assistito,
così l’asse Washington-Kiev ci sta portando al collasso e all’apocalisse

L’Unione europea ormai malata terminale va verso il suicidio assistito,
così l’asse Washington-Kiev ci sta portando al collasso e all’apocalisse

L’Unione europea ormai malata terminale va verso il suicidio assistito,
così l’asse Washington-Kiev ci sta portando al collasso e all’apocalisse

Da giorni l’Ucraina sta portando attacchi terroristici contro i civili delle zone
ucraine di lingua russa, i media occidentali se ne guardano bene dal parlarne
ma Stati Uniti e Ucraina, stanno consegnando l’Unione dei malandati europei
a
uno
scontro
armato
che
sarebbe
devastante
e
con
ogni
probabilità
anche
l’ultimo
della
storia
dell’umanità.
Eppure
nessuno
ha
il
coraggio
di
dirlo
chiaramente.
Ma
la
verità,
ahimè,
è
scritta
nero
su
bianco
nei
bilanci
delle
nostre imprese e nei bollettini militari che l’Europa delle amazzoni russofobe,
Ursula von der Leyen, Kaja Kalas e Giorgia Meloni insieme ai loro cavalieri
del nulla, Macron e Merz, stanno finanziando la nostra fine.
Quella che i media mainstream continuano a spacciare come un’eroica difesa
della democrazia globale, infatti, giorno dopo giorno si è trasformata in una
folle
corsa
verso
il
baratro
economico
e
il
possibile
annientamento
nucleare.
Siamo ostaggi di un asse politico scellerato, incapace di valutare i rischi e che
unisce il cinismo imperialista di Washington con l’oltranzismo fanatico di Kiev
e
la
totale,
imbarazzante
sudditanza
burocratica
di
Bruxelles.
Il
risultato
di
questo mix di arroganza e cecità strategica è sotto gli occhi di chiunque voglia
guardare
la
realtà
senza
il
filtro
ideologico
e
della
propaganda
di
regime.
L’unica
realtà
che
i
cittadini,
convinti
che
tanto
nessuno
vuole
una
guerra
nucleare, devono sapere è che siamo a un passo dalla bancarotta e dalla Terza
Guerra
Mondiale
e
la
Russia
non
esiterà
un
solo
secondo
a
difendere
il
proprio territorio con l’immenso arsenale nucleare di cui dispone.
La
narrazione
ufficiale,
quella
dettata
dai
nuovi
imperatori
dell’UE,
ha
completamente
anestetizzato
il
dibattito
pubblico,
le
coscienze
e,
peggio
ancora, i cervelli della gente e chiunque osi sollevare un dubbio la linea politica
suicida
dell’Unione
europea
viene
immediatamente
etichettato
come
un
traditore
filo
russo.
Ma
i
numeri
e
la
logica
non
rispondono
alla
morale
da
talk-show di von der Leyen e soci, la realtà materiale ci dice che gli Stati Uniti,
protetti
da
un
oceano
di
distanza
e
forti
della
propria
autosufficienza
energetica, stanno conducendo una cinica guerra per procura sulla pelle e sulle
spalle degli europei. L’obiettivo della Casa Bianca, non penso ci siano dubbi ,
non
è
mai
stato
la
pace
o
la
salvaguardia
del
popolo
ucraino,
bensì
il
logoramento della Russia e il mantenimento di un’egemonia unipolare che la
storia sta inevitabilmente declassando.
Per perseguire questo disegno, Washington ha chiesto e ottenuto il sacrificio
economico dell’Unione Europea ma l’aspetto più imperdonabile di questa crisi
è proprio il ruolo di Bruxelles. L’Unione Europea è nata per garantire la pace e
la prosperità del continente ma si comporta come la succursale logistica della
NATO e prende decisioni di vitale importanza con una leggerezza che rasenta
il
dolo.
I
leader
europei,
che
assomigliano
a
tanti
dilettanti
allo
sbaraglio,
hanno reciso i canali di approvvigionamento energetico a basso costo che per
decenni avevano reso competitiva l’industria continentale e per sostituire il gas
russo, in nome di un sostegno a Kiev che suona più come una follia, si è scelto
di acquistare il costosissimo gas liquefatto americano o di ricorrere a fittizie
di Francesco Mura
L’EDITORIALE
triangolazioni
commerciali
con
paesi
terzi.
Gonfiando,
in
questo
modo,
i
prezzi
e
trasferendo
una
quantità
colossale
di
ricchezza
dalle
tasche
dei
contribuenti
europei
ai
colossi
dell’energia
d’oltreoceano.
Una
cosa
è
certa:
questo è stato il più grande autogol della storia economica moderna.
Le assurde sanzioni, concepite per mettere in ginocchio Mosca, hanno finito
per
colpire
e
impoverire
l’Europa,
ridurla
ad
avere
un
costo
della
vita
altissimo e a rischio rivolta, mentre la Russia ha semplicemente reindirizzato i
propri
flussi
verso
l’Asia,
registrando
indici
di
crescita
superiori
a
quelli
dell’Eurozona.
Così,
mentre
le
famiglie
faticano
a
pagare
le
bollette
e
la
sanità
pubblica
collassa
per
mancanza
di
fondi,
i
governi
europei
continuano
a
staccare
assegni
in
bianco
a
fondo
perduto
per
il
governo
di
Kiev
e
continua
ad
arricchire una corruzione di Stato ormai conclamata e riconosciuta a livello
planetario.
E
non
stiamo
parlando
di
bruscolini
ma
di
decine
di
miliardi
di
euro sottratti al welfare, alle infrastrutture e al sostegno del tessuto produttivo
interno per alimentare un pozzo senza fondo. La leadership ucraina, forte di
questo
appoggio
incondizionato,
detta
l’agenda
geopolitica
mondiale
rifiutando qualsiasi spiraglio diplomatico. Ogni richiesta che arriva da Kiev è
un rilancio al rialzo: prima i finanziamenti, poi i blindati, poi i caccia, e infine
l’autorizzazione
a
colpire
il
territorio
profondo
russo
con
missili
a
lungo
raggio forniti dall’Occidente.
Questa
totale
assenza
di
freni
ci
sta
portando
dritti
al
conflitto
globale.
La
strategia
europea
si
basa
sul
presupposto
demenziale
che
l’avversario
stia
sempre
bluffando,
ignorando
deliberatamente
la
dottrina
nucleare
di
una
superpotenza
che
si
sente
minacciata
nei
suoi
interessi
vitali.
Ogni
singola
“linea rossa” stabilita all’inizio delle ostilità per evitare lo scontro diretto tra
NATO
e
Russia
è
stata
cancellata
e
di
fatto
stiamo
camminando
bendati
bendati in un campo minato, guidati da una classe dirigente che ha sostituito
il realismo con il fanatismo ideologico antirusso.
L’Europa
si
è
infilata
in
un
vicolo
cieco
che
decreterà
il
fallimento
totale
politico
della
propria
classe
governante
e
quindi
è
arrivato
il
momento
di
invertire
radicalmente
la
rotta.
L’Europa
deve
ritrovare
l’istinto
di
autoconservazione e il coraggio di perseguire i propri interessi strategici, che
non
coincidono
con
i
diktat
del
Pentagono
o
con
le
rivendicazioni
massimaliste di Kiev. Gli interessi dell’Europa sono la stabilità economica, la
sicurezza dei propri cittadini e la ricostruzione di un’architettura di sicurezza
comune
attraverso
la
diplomazia.
Continuare
su
questa
strada
significa
accettare passivamente il ruolo di vittime sacrificali sull’altare di un’egemonia
altrui.
Se
la
classe
politica
attuale
non
ha
la
forza
o
l’autonomia
per
imporre
un
cessate il fuoco e fermare questo dissanguamento finanziario, saranno i popoli
europei a pagare il conto più salato, prima tra le macerie della bancarotta e
poi, ahimè, sotto quelle di un conflitto globale

Francesco Mura dentro la notizia e Alessandro Bonafede


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